Pranzo commemorativo della "Settimana della Cucina Italiana" nel Mondo presso Antica Osteria del Ponte a Marunouchi (World Italian Culinary Week)
- FUSAKO SAKURAI

- 21 nov 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 23 nov 2025

Il 20 novembre 2025, sotto un cielo limpido di autunno, sono stato invitato — come evento organizzato dall’Ambasciata d’Italia e dall’Ufficio ICE presso l’Ambasciata — al pranzo commemorativo della "Settimana della Cucina Italiana nel Mondo" (World Italian Culinary Week) , giunta nel 2025 alla sua decima edizione, al quale ho partecipato. Riporto di seguito i dettagli.

Il tema del 2025 è “Cucina italiana e salute, cultura e innovazione”.
L’evento si è tenuto al 36º piano del Marunouchi Building, presso Antica Osteria del Ponte a Marunouchi, Tokyo.
Il menu speciale del pranzo prevedeva sette portate: due antipasti, un piatto di pesce, un primo, un secondo di carne, dolce e caffè.
L’occasione ha costituito un momento di incontro tra rappresentanti del governo italiano, media, giornalisti e specialisti del settore gastronomico.
L’evento si è aperto con il saluto inaugurale di Andrea Desogus, Primo Segretario dell’Ambasciata d’Italia, intervenuto in rappresentanza dell’Ambasciatore Benedetti. È seguita un’illustrazione generale dell’iniziativa da parte di Giovanni Delle Donne, Vice Direttore dell’Ufficio ICE dell’Ambasciata d’Italia.
Successivamente, Anna Iele, Addetta agricola e alimentare, ha presentato la situazione delle importazioni in Giappone dei prodotti agroalimentari italiani.
A ciò è seguita la spiegazione del significato culturale della cucina italiana da parte di Emanuela Orighi, rappresentante dell’Accademia Italiana della Cucina, istituzione culturale del governo italiano fondata nel 1953.
L’incontro si è concluso con il discorso finale di Gianpaolo Bruno, Direttore dell’Ufficio ICE dell’Ambasciata d’Italia.



I punti principali dei discorsi dei relatori possono essere riassunti in due aspetti fondamentali.
Il primo riguarda l’impegno verso l’iscrizione della cucina italiana nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e il suo significato culturale e sociale: la cucina italiana è salutare, è un prodotto culturale, si fonda su tradizioni consolidate nel tempo e costituisce la radice dell’identità delle comunità locali.
Il secondo punto è l’importanza del mercato giapponese per i prodotti agroalimentari italiani. Si stima che in Giappone ci siano oltre 5.000 ristoranti specializzati in cucina italiana — e si dice che rappresentino solo la punta dell’iceberg. Secondo le statistiche dell’agosto 2025, il Giappone ha importato prodotti alimentari italiani per un valore di 12 miliardi di euro, con pasta, pomodoro, olio d’oliva e vino a rappresentare una quota particolarmente rilevante.

Ciò che personalmente attira la mia attenzione è l’obiettivo di riprendere completamente, in occasione del FOODEX 2026 che si terrà il prossimo marzo, le importazioni di salumi e prosciutti crudi italiani. In Giappone è già ricominciata l’importazione dei prosciutti cotti, ma mi auguro che si possa presto tornare a gustare anche gli ottimi prosciutti crudi italiani. Molti degli ospiti presenti hanno espresso lo stesso desiderio.
Il risultato della candidatura della cucina italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO è atteso per il prossimo dicembre. Così come il vino italiano — oggetto delle mie ricerche — anche la cucina italiana incarna una cultura, una complessità e un ambiente naturale straordinariamente ricchi e diversificati. L’iscrizione della cucina italiana nella lista del patrimonio immateriale dell’UNESCO è fortemente auspicata.

Il tema del pranzo di quest’anno era “i condimenti”. Sono state distribuite delle schede informative — che saranno consegnate anche in otto ristoranti durante il periodo dedicato — contenenti notizie sull’origine storica e sull’uso dell’olio extravergine di oliva (EVO), dell’aceto di vino rosso e bianco e del sale marino italiano.
Per quanto riguarda, ad esempio, il sale: nell’inizio dell’estate 2023 ho visitato le saline e i mulini a vento di Trapani, in Sicilia. Il sale prodotto lì è ricco di minerali marini, di colore che varia dal grigio-bruno al bianco, e contiene una leggera percentuale di umidità. L’area circostante è un ambiente naturale ricco, frequentato da numerosi uccelli migratori. Ho imparato la tecnica tradizionale che impiega i mulini a vento per sollevare l’acqua di mare, che viene poi essiccata al sole fino a trasformarsi in sale. Anche all’interno dell’Italia, la varietà dei sali cambia a seconda della regione e dei metodi di produzione.
I condimenti italiani, dunque, presentano un’infinita varietà, frutto del legame con il territorio, delle tradizioni e dell’ingegno delle persone che le custodiscono.
[Impressioni sulla degustazione]
In realtà, gli ingredienti giapponesi si abbinano molto bene ai condimenti italiani. È ormai noto — a partire dal carpaccio — quanto l’EVO (olio extravergine di oliva) si armonizzi perfettamente con il sashimi giapponese; ma anche altri condimenti italiani, come i vari tipi di sale, il miele e gli aceti, possono valorizzare in modo eccellente i prodotti giapponesi, a seconda dell’uso che se ne fa. Il pranzo era concepito proprio per presentare questi abbinamenti in modo efficace.
Il menu del corso proposto dal Ristorante Antica Osteria del Ponte – Tokyo,
a cura dello Chef Stefano Dal Moro, era il seguente.

[Amuse]
APERITIVO DEL GIORNO – Come aperitivo del giorno
(Ricci di mare freschi con olio extravergine di oliva e sale della Sardegna)
Nota: Il sale sardo aggiunge al dolce dei ricci una sapidità delicata e un tocco di umami.

[Antipasto]
FLAN DI ZUCCA CON ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA
Flan di zucca con aceto balsamico di Modena
Nota: L’aceto balsamico valorizzava il dolce del flan.
Ricordo che nel 2016 avevo visitato un acetaio tradizionale a conduzione familiare, e mi era rimasto impresso il lavoro meticoloso di travaso del balsamico in piccole botti — di ciliegio, castagno e altri legni — lungo tempi incredibilmente lunghi. Il vero aceto balsamico ha una persistenza sorprendente, paragonabile a quella di un vino pregiato.

[Secondo antipasto]
CAPPESANTE SALTATE CON PUREA DI RAPA, RIDUZIONE DI ACETO DI VINO ROSSO E MIELE
Nota: La salsa agrodolce a base di miele e aceto esaltava ulteriormente l’umami delle capesante.

[Primo piatto]
FUSILLI TRAFILA BRONZO CON SALSICCIA FATTA IN CASA, CIPOLLA BIANCA ALLA VENEZIANA, ACETO DI VINO BIANCO E ROSMARINO
Fusilli trafilati al bronzo con salsiccia Kibi Maru di Okinawa, cipolla e rosmarino, con aceto di vino bianco
Nota: La dolcezza delle cipolle stufate evocava l’inverno. L’aceto contribuisce a mantenere il piatto leggero, evitando che risulti troppo pesante.
[Abbinamento con i vini]
Per l’antipasto e il piatto di pesce è stato servito un Bollicine (spumante) tipo Prosecco: le bollicine fini e persistenti erano eccellenti.
Come vino bianco è stato proposto un Grillo: profumo di glicine bianco, con un’acidità delicata e note minerali ben equilibrate, che accompagnavano armoniosamente i piatti.

〔il Secondo〕
FILETTO DI BUE GIAPPONESE SALTATO
CON OLIO AROMATICO
E FIOCCHI DI SALE MARINO
Nota: Il sale abbinato al wagyu aveva cristalli bellissimi. Sorprendentemente, il sapore salato era molto delicato: anche se si copriva tutta la carne con il sale, non risultava troppo saporito. Anzi, questo sale enfatizzava l’umami della carne e la sua consistenza croccante aggiungeva un interessante contrasto. È stata una sensazione nuova. Il sale cristallizzato sembra offrire un effetto scenografico unico, tipico dei ristoranti di alto livello.


[Abbinamento con i vini]
Per il secondo di carne è stato scelto un Nero d’Avola siciliano. Probabilmente si è optato per un vino dai tannini moderati per non sovrastare la delicatezza del wagyu. Personalmente, avrei trovato interessante anche un vino con un po’ più di carattere e contrasto.

[Dolce del giorno]
Tiramisù al mascarpone
Nota: Morbido e delicato al palato, davvero delizioso. Un sapore casalingo reinterpretato con l’eleganza di un ristorante.
PICCOLA PASTICCERIA
CAFFÉ o TÉ
Il pranzo, iniziato alle 13:00 e conclusosi poco dopo le 15:00, è stato un evento compatto ma molto piacevole e interessante. Un sentito ringraziamento a tutti i membri dell’Ambasciata d’Italia e dell’Ufficio ICE, allo staff dell’Antica Osteria del Ponte, che ha offerto una ospitalità elegante e di alto livello, e a tutti gli ospiti presenti.






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